Come noto, con il D.lgs. n. 83/2021, pubblicato sulla G.U. 15.6.2021, n. 141, sono state recepite le disposizioni contenute negli artt. 2 e 3, Direttiva UE n. 2017/2455 e nella Direttiva UE n. 2019/1995 relative alle prestazioni di servizi ed alle vendite a distanza di beni effettuate all’interno dell’UE. Come precisato nella Relazione illustrativa l’obiettivo dell’intervento legislativo è semplificare gli obblighi IVA nell’e-commerce transfrontaliero, “mettendo le imprese UE in condizioni di parità con le imprese non-UE”. La nuova disciplina avrebbe dovuto essere applicata a decorrere dall’1.1.2021, tuttavia a seguito dell’emergenza COVID-19, il Consiglio UE ha rinviato al 30.6.2021 il recepimento delle disposizioni.

Le nuove regole interessano le seguenti operazioni effettuate dall’1.7.2021:

  • vendite a distanza intraUE di beni;
  • vendite a distanza di beni importati da Stati extraUE;
  • vendite “domestiche” di beni da parte di soggetti non stabiliti nell’UE a non soggetti passivi (consumatori privati), facilitate tramite l’uso di interfacce elettroniche (c.d. piattaforme web);
  • prestazioni di servizi rese da soggetti non stabiliti nell’UE / stabiliti nell’UE ma non nello Stato UE di consumo a non soggetti passivi (consumatori finali).

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