Come noto è stato pubblicato sulla G.U. 30.11.2020, n. 297 il DL n. 157/2020, c.d. “Decreto Ristori-quater” contenente “Ulteriori misure urgenti connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19” al fine di sostenere i settori più direttamente interessati dalle misure restrittive, volte al contenimento del contagio, adottate con i DPCM 24.10.2020 e 3.11.2020. Tra le novità introdotte, in vigore dal 30.11.2020, sono previste alcune proroghe / sospensioni dei versamenti tributari / contributivi. In particolare è disposta la proroga:

  • del versamento della seconda / unica rata dell’acconto 2020 delle imposte dirette / IRAP, ora estesa anche ai soggetti no ISA che presentano determinati requisiti;
  • dei versamenti tributari / contributivi scadenti nel mese di dicembre relativi all’IVA / ritenute su redditi di lavoro dipendente e contributi, a favore di specifici soggetti.

Con la presente per comunicarVi che il Decreto Legge n. 157/2020 (cosiddetto “Decreto Ristori-quater”), pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 297 di ieri, 30 novembre è intervenuto nella disciplina della “Rottamazione-ter”, rinviando al 1° marzo 2021 il termine per il pagamento delle rate in scadenza nel 2020, in precedenza fissato al 10 dicembre 2020 dall’art. 154, lettera c) del “Decreto Rilancio”.

Per i contribuenti in regola con i pagamenti delle rate 2019, il mancato, insufficiente o tardivo versamento di quelle in scadenza per l’anno 2020, non determina la perdita dei benefici della definizione agevolata se le stesse verranno integralmente corrisposte entro il 1° marzo 2021[1]. Per tale termine non sono previsti i cinque giorni di tolleranza di cui all’articolo 3, comma 14-bis, del DL n. 119 del 2018.

Inoltre, si ricorda che il 1° marzo è prevista anche la scadenza del versamento della prima rata del 2021 e in caso di versamenti effettuati oltre tale termine, o per importi parziali, la misura agevolativa non si perfezionerà e i pagamenti ricevuti saranno considerati a titolo di acconto sulle somme complessivamente dovute.

Attenzione, si osservi che per i soggetti decaduti dalla “Rottamazione-ter” per mancato, insufficiente o tardivo versamento delle somme scadute nel 2019, grazie alle novità introdotte dal “Decreto Rilancio” (DL 34/2020), possono presentare la domanda di rateizzazione per le somme ancora dovute (la dilazione del pagamento ai sensi dell’art. 19 DPR 602/1973).

Inoltre, il Decreto Ristori-quater ha esteso la medesima possibilità anche in favore dei contribuenti decaduti dai benefici della “prima Rottamazione” (DL n. 193/2016) e “Rottamazione-bis” (DL n. 148/2017).

Con l’occasione, porgiamo cordiali saluti.



[1] Il medesimo Decreto, è intervenuto anche sulla disciplina del “Saldo e Stralcio”, rinviando al 1° marzo 2021 il termine per il pagamento delle rate in scadenza nel 2020, in precedenza fissato al 10 dicembre 2020 dall’art. 154, lettera c) del “Decreto Rilancio”.

Con la presente per comunicarVi che il MEF, con comunicato di oggi pomeriggio ha previsto una mini-proroga generalizzata per tutti gli operatori economici della scadenza degli acconti dal 30 novembre 2020 al 10 dicembre 2020 con una norma nel Decreto Legge cosiddetto ‘Ristori Quater’, in corso di adozione.

La menzione «operatori economici» lascia intendere che sono esclusi dal rinvio le persone fisiche senza partita IVA, che ad esempio devono versare la cedolare secca.

Inoltre sarà prevista una più ampia proroga per le imprese non interessate dagli ISAovunque localizzate, che hanno conseguito nel periodo d’imposta precedente a quello in corso ricavi o compensi non superiori a 50 milioni di Euro e che, nel primo semestre 2020, hanno subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 33% rispetto al primo semestre 2019. Per queste imprese il termine per il versamento della seconda o unica rata d’acconto delle imposte sui redditi e dell’IRAP sarà prorogato al 30 aprile 2021.

Con la presente per comunicarVi che è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 279 del 9 novembre 2020 il DL 149/2020 contenente ulteriori misure urgenti in materia di tutela della salute, sostegno ai lavoratori e alle imprese e giustizia, connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19 e che stanzia – suddividendo il territorio nazionale in aree gialle, arancioni e rosse a seconda dell’andamento del contagio – ulteriori risorse, destinate al ristoro delle attività economiche interessate, direttamente o indirettamente, dalle ultime misure restrittive disposte a tutela della salute, al sostegno dei lavoratori in esse impiegati, nonché con ulteriori misure connesse all’emergenza in corso.



Come noto, recentemente è stato pubblicato sulla G.U. 28.10.2020, n. 269 (Edizione straordinaria) il DL n. 137/2020, c.d. “Decreto Ristori”, contenente “Ulteriori misure urgenti in materia di tutela della salute, sostegno ai lavoratori e alle imprese, giustizia e sicurezza, connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19”.

Una delle misure adottate di maggiore rilievo è rappresentata dal riconoscimento di un nuovo contributo a fondo perduto riservato agli “operatori dei settori economici interessati dalle misure restrittive introdotte con il DPCM 24.10.2020 per contenere la diffusione dell’epidemia” COVID-19 ossia, in particolare, ai soggetti che operano nei settori ricettivo, di intrattenimento / divertimento, sportivo e del trasporto.

Come noto, il Decreto Legge n. 129/2020, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 260 del 20 ottobre 2020, ha differito al 31 dicembre 2020 il termine “finale” di sospensione dell’attività di riscossione precedentemente fissato al 15 ottobre 2020 dal “Decreto Agosto”.
Di seguito vengono riepilogate le misure già introdotte in materia di riscossione dai provvedimenti normativi emanati nel periodo di emergenza sanitaria (DL n. 18/2020 “Decreto Cura Italia”, DL n. 34/2020 “Decreto Rilancio” e DL n. 104/2020 “Decreto Agosto”), aggiornate con i nuovi termini definiti nel DL n. 129/2020.

Come noto, con Provvedimento N. 248558 del 30 giugno 2020 l’Agenzia delle Entrate ha ridefinito i termini previsti per l’adeguamento dei registratori telematici ai fini dell’utilizzo del nuovo tracciato di invio dei corrispettivi, nonché ai fini dell’attuazione della lotteria degli scontrini, tenendo conto delle difficoltà connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19 e delle conseguenti novità introdotte dal DL “Rilancio” per i commercianti al minuto.

Infatti, per effetto degli artt. 140 e 141 del DL 34/2020, sono rinviati all’1.1.2021[1] sia l’obbligo per gli esercenti “minori” di dotarsi dei registratori telematici, sia l’avvio della speciale lotteria[2], ossia, l’estrazione a sorte di premi riservata alle persone fisiche maggiorenni residenti in Italia, che acquistano beni o servizi, fuori dall’esercizio di attività d’impresa, arte o professione, presso esercenti attività di commercio al dettaglio dotati di registratore telematico per l’invio dei dati.

Il Provvedimento in parola, dunque:

  • coordina i termini di adeguamento degli strumenti con le nuove scadenze previste dal DL “Rilancio”
  • aggiorna la documentazione tecnica per la memorizzazione e l’invio dei corrispettivi di cui all’art. 2 co. 1 del D.lgs. 127/2015, nonché per l’emissione del documento commerciale.

[1] Si prega di contattare i vostri programmatori software per l’aggiornamento.

[2]Non partecipano alla lotteria gli scontrini corrispondenti ad acquisti online e quelli effettuati nell’esercizio di attività d’impresa, arte o professione. Nella fase di avvio, non sono coinvolti nella lotteria gli acquisti documentati con fatture elettroniche e quelli per i quali i dati dei corrispettivi sono inviati al sistema Tessera Sanitaria (per esempio, gli acquisti effettuati in farmacia, parafarmacia, ottici, laboratori di analisi e ambulatori veterinari, per i quali il cliente comunica il codice fiscale). Non partecipano alla lotteria degli scontrini, infine, ulteriori acquisti per i quali il consumatore richieda all’esercente l’acquisizione del proprio codice fiscale al fine di usufruire di detrazioni o deduzioni fiscali.

Come noto, l’art. 1, commi da 184 a 197, Legge n. 160/2019 (Finanziaria 2020) ha previsto – rivedendo la disciplina delle agevolazioni per gli investimenti in beni strumentali nuovi – in luogo del c.d. maxi / iper ammortamento, il riconoscimento:

  • a favore delle imprese / lavoratori autonomi di un credito d’imposta, pari al 6% del costo, per gli investimenti in beni strumentali nuovi[1] “generici”, ex maxi ammortamento;
  • a favore esclusivamente delle imprese:
  • di un credito d’imposta, differenziato in base al costo sostenuto (40% fino a € 2,5 milioni, 20% da € 2,5 a € 10 milioni), per gli investimenti in beni strumentali nuovi “Impresa 4.0” di cui alla Tabella A, Legge n. 232/2016 (Finanziaria 2017), ex iper ammortamento;
  • di un credito d’imposta, pari al 15% del costo, per gli investimenti in beni immateriali di cui alla Tabella B, della citata Legge n. 232/2016, ex maxi ammortamento dei beni immateriali.

[1] Sono agevolabili gli investimenti in beni materiali nuovi strumentali all’esercizio d’impresa, esclusi:

  • i veicoli e gli altri mezzi di trasporto a motore indicati all’articolo 164 – pdf, comma 1, Tuir
  • i beni per i quali il decreto ministeriale del 31 dicembre 1988 – pdf stabilisce coefficienti di ammortamento ai fini fiscali inferiori al 6,5%
  • i fabbricati e le costruzioni
  • i beni elencati nell’allegato 3 della legge 208/2015 – pdf (condutture utilizzate dalle industrie di imbottigliamento di acque minerali naturali o dagli stabilimenti balneari e termali; condotte utilizzate dalle industrie di produzione e distribuzione di gas naturale; aerei completi di equipaggiamento; materiale rotabile, ferroviario e tramviario)
  • i beni gratuitamente devolvibili delle imprese operanti, in concessione e a tariffa, nei settori dell’energia, dell’acqua, dei trasporti, delle infrastrutture, delle poste, delle telecomunicazioni, della raccolta e depurazione delle acque di scarico e della raccolta e smaltimento dei rifiuti.

Come noto, l’Agenzia delle Entrate è intervenuta con il Provvedimento N.166579/2020 del 20 aprile 2020 disponibile sul sito dell’Agenzia Entrate, aggiornando le specifiche tecniche del tracciato xml della fattura elettronica, inserendo nuove codifiche e nuove regole. In particolare, in considerazione della situazione emergenziale dovuta al Covid-19, l’Agenzia ha rinviato al 1° ottobre la possibilità di utilizzare le specifiche tecniche nella versione 1.6.1 in luogo di quelle attualmente vigenti (versione 1.5), disponendone l’utilizzo obbligatorio dal 1° gennaio 2021.

E’ dunque previsto un periodo transitorio, in quanto dal 1° ottobre è possibile, in via facoltativa, utilizzare i nuovi codici, con obbligo di adeguarsi entro il 1° gennaio 2021.

In sintesi, fino al 31 dicembre 2020 il Sistema di interscambio accetterà le fatture elettroniche predisposte con ambedue gli schemi (vecchie e nuove codifiche), mentre dal 1° gennaio 2021, salvo ulteriori future proroghe, accetterà soltanto le fatture digitali e note di variazione predisposte con il nuovo schema approvato (in questo lasso di tempo occorre che  concordiate  con il vostro programmatore software un appuntamento per aggiornare il nuovo tracciato Xml e non arrivare impreparati al 1° gennaio 2021).

Come noto, l’art. 125, DL n. 34/2020, c.d. “Decreto Rilancio” ha previsto uno specifico credito d’imposta pari al 60% (fino ad un massimo di € 60.000 per ciascun beneficiario) delle spese sostenute nel 2020 per:

  • la sanificazione di ambienti lavorativi / strumenti utilizzati;
  • l’acquisto di dispositivi di protezione individuale (DPI) / altri dispositivi atti per garantire la salute di lavoratori / utenti.

Sul punto l’Agenzia delle Entrate:

  • con la Circolare 10.7.2020, n. 20/E, ha fornito una serie di chiarimenti in merito a soggetti interessati / spese agevolabili / modalità e termini di utilizzo del credito;
  • con il Provvedimento 10.7.2020 ha approvato l’apposito modello utilizzabile per la comunicazione delle spese agevolabili sostenute / che il contribuente prevede di sostenere da presentare entro il 7.9.2020;
  • con la Circolare 20.8.2020, n. 25/E ha fornito ulteriori chiarimenti.

Considerato che l’ammontare massimo del credito d’imposta fruibile è determinato sulla base della percentuale quantificata “rapportando il limite complessivo di spesa … all’ammontare complessivo dei crediti d’imposta richiesti”, con il Provvedimento 11.9.2020, l’Agenzia ha reso noto che la predetta percentuale risulta pari al 15,6423% (derivante dal rapporto € 200.000.000 / € 1.278.578142)

L’ammontare massimo spettante al beneficiario, quindi, è “limitato” a € 9.385 (60.000 x 15,6423%).

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