Il Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze 4 dicembre 2020 (pubblicato nella G.U. n. 314 del 19 dicembre 2020), interviene nuovamente, modificando il citato art. 6, comma 2, del D.M. 17 giugno 2014, sulle scadenze di versamento dell’imposta di bollo dovuta sulle fatture elettroniche che saranno emesse dal 1° gennaio 2021.

A seguito delle citate modifiche, per le fatture elettroniche emesse dal 1° gennaio 2021, il versamento andrà effettuato entro l’ultimo giorno del secondo mese successivo alla chiusura del trimestre (quindi, non, come accade ora, entro il giorno 20 del primo mese successivo al trimestre).

Come noto, recentemente è stata pubblicata sul S.O. n. 46/L alla G.U. 30.12.2020, n. 322 la Legge n. 178/2020, Finanziaria 2021, contenente una serie di interessanti novità di natura fiscale, in vigore dall’1.1.2021. Rispetto al testo originario del DDL, nella versione definitiva della citata Legge le novità fiscali, di seguito esaminate, sono contenute nell’art. 1, composto da 1.150 commi. Le disposizioni sono relative:

  • alle conferme / novità delle detrazioni per interventi edilizi / energetici;
  • alle agevolazioni connesse con gli investimenti in beni strumentali nuovi, c.d. “Transizione 4.0”.

Come noto si ricorda che per le autovetture di grossa cilindrata, aventi cioè potenza superiore a 185 KW, è ancora attualmente previsto dal Legislatore  il pagamento del superbollo, ossia di un’addizionale erariale relativa alla tassa automobilistica (nota come bollo auto) introdotto dal Governo Monti con l’articolo 6 della Legge n. 214 del 23/12/2011, che ha disposto un aumento del bollo auto per le autovetture definite di lusso e per gli autoveicoli per il trasporto promiscuo di persone e cose. A decorrere dall’anno 2012 l’addizionale erariale della tassa automobilistica è fissata in € 20,00 per ogni KW di potenza del veicolo superiore a 185 KW.

Tale importo, però, diminuisce all’aumentare dell’anzianità dell’auto. Trattandosi di una addizionale, vuol dire che il suo pagamento è dovuto in aggiunta al pagamento del bollo auto ogni qual volta il veicolo superi i 185 KW di potenza. Tuttavia, mentre il bollo auto è un’imposta che confluisce nelle casse delle Regioni, il superbollo è un’imposta erariale, che finisce nelle casse dello Stato.

Con la presente, si ricorda che il 31/12/2020 terminerà il periodo transitorio (iniziato il 01/02/2020), concesso con la ratifica dell’Accordo di recesso del Parlamento europeo, durante il quale rimangono vigenti nei confronti del Regno Unito le disposizioni dell’UE (in particolare quelle previste ai fini IVA) come se tale Stato fosse ancora uno Stato membro.

Al termine del suddetto periodo transitorio, salvo diversi e nuovi accordi tra l’UE e il Regno Unito, si applicherà nei rapporti tra UE e UK la normativa relativa ai rapporti con Stati terzi.

Come noto, con il Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate n. 389405, recependo le richieste pervenute dalle associazioni di categoria, è stato differito al 1° aprile 2021 l’avvio dell’utilizzo obbligatorio ed esclusivo del tracciato «tipi dati per i corrispettivi» versione 7.0 mentre, sino al 31 marzo 2021, gli esercenti potranno continuare ad inviare le relative informazioni con la precedente struttura dati.

Come di consueto ogni anno al 31 dicembre le imprese il cui periodo d’imposta coincide con l’anno solare devono procedere alla valutazione del magazzino in relazione alle giacenze di merci, semilavorati, materie prime, sussidiarie e di consumo, prodotti in corso di lavorazione, lavori in corso su ordinazione e prodotti finiti.

Possono verificarsi due fattispecie:

• l’azienda ha l’obbligo di tenuta della contabilità di magazzino (di cui si dirà più avanti), in tal caso l’importo dell’inventario di fine anno emerge dalla coincidenza con tali scritture contabili;

• l’azienda non è tenuta ai fini fiscali alla contabilità di magazzino, in tal caso la valutazione ha lo scopo di verificare la corrispondenza delle reali giacenze di magazzino e deve riguardare sia i beni presenti presso i magazzini dell’impresa (che presso i depositi e le unità locali) sia le disponibilità presso terzi (merci in conto deposito o in conto lavorazione). Non rientrano nel computo i beni che pur presenti in impresa (o depositi o unità locali) siano giuridicamente di proprietà di terzi (beni in deposito, lavorazione o visione). La merce in viaggio, se di proprietà dell’impresa, va inclusa fra le rimanenze anche se non ancora pervenuta in magazzino.

Il novellato art. 10 ter D.Lgs. n.74/2000, come modificato dal D.lgs. 158/2015, dispone quanto segue: “E’ punito con la reclusione da sei mesi a due anni chiunque non versa, entro il termine per il versamento dell’acconto relativo al periodo d’imposta successivo, l’imposta sul valore aggiunto dovuta in base alla dichiarazione annuale, per un ammontare superiore a Euro duecentocinquantamila per ciascun periodo d’imposta.”.

In base alla summenzionata disposizione normativa, commette reato di omesso versamento dell’IVA il contribuente che non versa l’IVA dichiarata, oltre l’importo di 250.000,00.

Dunque, il prossimo 27 dicembre 2020 rappresenta il termine ultimo per il versamento dell’ IVA risultante  dalla  dichiarazione  2020 (periodo d’imposta 2019), onde evitare sanzioni penali, qualora l’imposta non versata sia superiore a Euro 250.000,00.

Con Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 11 dicembre 2020, pubblicato in Gazzetta Ufficiale 15 dicembre 2020, n.310, il saggio degli interessi legali è stato modificato e determinato nella misura dello 0,01% per cento annuo, con decorrenza dal 1° gennaio 2021.

Con la presente informativa si ricorda che a fine anno occorre monitorare attentamente l’arrivo delle fatture di acquisto[1] per determinare il momento in cui è possibile detrarre l’IVA a credito.

Il diritto alla detrazione dell’imposta relativa ai beni e servizi acquistati o importati sorge nel momento in cui l’imposta diviene esigibile ed è esercitato al più tardi con la dichiarazione relativa all’ anno in cui il diritto alla detrazione è sorto ed alle condizioni esistenti al momento della nascita del diritto medesimo (articolo 19, comma 1, secondo periodo, D.P.R. 633/1972).


[1] Si precisa, innanzitutto, che:

  • la fattura immediata deve essere emessa entro 12 giorni dall’effettuazione dell’operazione, determinata ai sensi dell’art. 6 del decreto IVA;
  • per la fattura differita, invece, emessa quindi ai sensi dell’art. 21, quarto comma, lett. a), la trasmissione può invece avvenire entro il giorno 15 del mese successivo rispetto a quello in cui sono state effettuate le operazioni, sempre considerando l’art. 6 del D.P.R. n. 633/1972 per la determinazione del momento di “effettuazione” dell’operazione ai fini IVA;
  • le nuove specifiche tecniche della fatturazione elettronica obbligatorie dal 1° gennaio 2021– Circolare Studio del 7 ottobre 2020 prot. 254/2020.

Con l’avvicinarsi delle festività natalizie si ripropone la gestione della deducibilità degli omaggi a favore di clienti e dipendenti il cui trattamento fiscale ai fini IVA e delle imposte dirette varia in relazione al fatto che i beni siano o meno oggetto dell’attività esercitata ed al fatto che il destinatario sia un cliente oppure un dipendente.

BENI NON RIENTRANTI NELL’OGGETTO DELL’ATTIVITÀ  1. OMAGGI A CLIENTI.

  1. Trattamento IVA – Imprese.

Secondo la CM del 16/7/98, n. 188/E il costo relativo a beni la cui produzione o il cui commercio non rientra nell’attività esercitata, destinati ad essere ceduti gratuitamente a terzi, va considerato “spesa di rappresentanza”. Conseguentemente, l’IVA relativa all’acquisto del bene omaggiato è detraibile se il relativo costo unitario è:

  • pari o inferiore a € 50.

La successiva cessione gratuita dei suddetti beni è esclusa da IVA ai sensi dell’art. 2, comma 2, n. 4), DPR n. 633/72; non è pertanto obbligatorio emettere alcun documento fiscale (fattura, ricevuta, ecc.), pur essendo tuttavia consigliata l’emissione di un DDT o documento analogo, ovvero la registrazione dell’omaggio in apposito registro, allo scopo di identificare il destinatario e provare l’inerenza della spesa con l’attività dell’impresa.

Acquisto di confezioni di beni.

L’omaggio può essere rappresentato da più beni costituenti una confezione unica (è il caso, ad esempio, del cesto regalo); in tale ipotesi per individuare il limite di € 50 va considerato il costo dell’intera confezione e non quello dei singoli componenti. Di conseguenza, è indetraibile l’IVA relativa all’acquisto di un cesto regalo di costo superiore a € 50, ancorché composto da beni di costo unitario inferiore a tale limite.

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