La conversione in legge del D.L. 73/2021, c.d Decreto Sostegni bis, avvenuta ad opera della L. 106/2021, pubblicata sulla G.U. n. 176 del 24.07.2021, ha confermato lo slittamento delle scadenze di pagamento delle rate non versate per il 2020 ed il 2021 relative alle procedure di definizione agevolata dei carichi affidati all’Agente della Riscossione.

Vediamo nel dettaglio le misure già introdotte dai precedenti provvedimenti normativi, aggiornate con le novità del “Decreto Sostegni-bis”.

Come noto, con Provvedimento Direttoriale n. 191910 del 15 luglio 2021 l’Agenzia delle Entrate ha definito le modalità di accesso al nuovo credito d’imposta per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro e per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale e di altri dispositivi atti a garantire la salute dei lavoratori e degli utenti, comprese le spese per la somministrazione di tamponi per COVID-19, di cui all’art. 32 del decreto “Sostegni-bis” (D.L. 25 maggio 2021, n. 73). Il Decreto Sostegni-bis ripropone dunque,  il bonus sanificazione in misura analoga a quella introdotta dall’articolo 125 del DL “Rilancio”. Il credito d’imposta, pari al 30% delle spese sostenute nei mesi di giugno, luglio e agosto 2021, spetta per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti utilizzati, nonché per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale e di altri dispositivi atti a garantire la salute dei lavoratori e degli utenti comprese le spese per i tamponi per il Covid-19, fino a un massimo di 60mila euro per ciascun beneficiario, nel limite complessivo di 200 milioni di euro per il 2021.



È in vigore dal 30 giugno il D.L. n. 99/2021, che dispone una ulteriore proroga – dal 30 giugno al 31 agosto – dei termini di notifica delle cartelle di pagamento, degli avvisi di accertamento esecutivo e degli avvisi di addebito INPS, la cui scadenza ricade nel periodo tra l’8 marzo 2020 (20 febbraio per i contribuenti con sede nei comuni della “prima zona rossa”) e il 31 agosto 2021. Poiché i versamenti devono essere effettuati entro il mese successivo alla fine del periodo di sospensione, tale termine verrà a scadenza il 30 settembre 2021. Il nuovo termine non riguarda, invece, le rate della rottamazione e del saldo e stralcio delle cartelle Di seguito si analizzeranno le misure già introdotte dai precedenti provvedimenti normativi, aggiornate con le novità del “Decreto Lavoro”.
PAGAMENTO CARTELLE, AVVISI DI ADDEBITO E ACCERTAMENTO.

Differimento al 31 agosto 2021 del termine di sospensione del versamento di tutte le entrate tributarie e non tributarie derivanti da cartelle di pagamentoavvisi di addebito e avvisi di accertamento[1] affidati all’Agente della riscossione.
I pagamenti dovuti, riferiti al periodo dall’8 marzo 2020[2] al 31 agosto 2021, dovranno essere effettuati entro il mese successivo alla scadenza del periodo di sospensione e, dunque, entro il 30 settembre 2021.


[1] Gli avvisi di accertamento diventano esecutivi decorso il termine utile per la proposizione del ricorso e devono espressamente riportare l’avvertimento che, trascorsi 30 giorni dal termine utile per il pagamento, la riscossione delle somme richieste sarà affidata agli agenti della riscossione.

[2] Per i soggetti con residenza, sede legale o la sede operativa nei comuni della c.d. “zona rossa” (allegato 1 del DPCM 1° marzo 2020), la sospensione decorre dal 21 febbraio 2020.

Con la presente per comunicarVi che sono stati rinviati dal 30 giugno 2021 al 20 luglio 2021, i termini dei versamenti di giugno per i contribuenti ISA e i forfetari. Ad annunciarlo un comunicato stampa del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 28 giugno 2021. È stato infatti adottato, precisano dal MEF, un DPCM che proroga il termine di versamento del saldo 2020 e del primo acconto 2021 ai fini delle imposte sui redditi e dell’IVA, per i contribuenti interessati dall’applicazione degli Indici sintetici di affidabilità (ISA), compresi quelli che aderiscono al regime forfetario. Questo per tenere conto dell’impatto che l’emergenza da Covid-19 ha avuto anche quest’anno sull’operatività dei contribuenti di minori dimensioni e dei loro intermediari.
Dunque, la decisione slitta il termine di versamento del saldo 2020 e del primo acconto 2021, in scadenza il 30 giugno, al 20 luglio 2021, senza pagamento di interessi.

Allegati:

– Comunicato n. 133 Ministero dell’Economia e delle Finanze del 28 giugno 2021

Come noto, la Legge di Bilancio 2021 (L. 30 dicembre 2020, n. 178, comma 608) proroga l’agevolazione bonus pubblicità” per gli anni 2021 e 2022, confermando i valori modificati dal “Decreto Rilancio” del 2020, ossia l’agevolazione del 50% sugli investimenti senza necessità del valore incrementale dell’1% rispetto agli investimenti degli anni precedenti, escludendo dall’agevolazione radio e TV. Il Decreto Sostegni-bis ha, quindi, rimodulato alcuni caratteri dell’agevolazione fiscale in analisi per gli anni 2021 e il 2022 la quale, è riconosciuta in favore delle imprese / enti non commerciali / lavoratori autonomi che:

  • investono in “campagne pubblicitarie” su giornali quotidiani / periodici, anche in formato digitale;
  • investono in “campagne pubblicitarie” sulle emittenti televisive e radiofoniche locali e nazionali (la reintroduzione dell’agevolazione degli investimenti in campagna pubblicitarie anche sulle emittenti televisive e radiofoniche nazionali è avvenuta ad opera del citato Decreto Sostegni-bis, inizialmente non previsti nella versione di cui alla Legge di Bilancio 2021), analogiche o digitali, non partecipate dallo Stato,

nella misura unica del 50% degli investimenti effettuati per ognuno dei citati anni.[1]


[1] Novità prevista dall’art.67 comma 10 del Decreto Sostegni-bis) ed inserita nell’art. 57-bis, DL n. 50/2017, comma 1- quater.

Come noto, con il D.lgs. n. 83/2021, pubblicato sulla G.U. 15.6.2021, n. 141, sono state recepite le disposizioni contenute negli artt. 2 e 3, Direttiva UE n. 2017/2455 e nella Direttiva UE n. 2019/1995 relative alle prestazioni di servizi ed alle vendite a distanza di beni effettuate all’interno dell’UE. Come precisato nella Relazione illustrativa l’obiettivo dell’intervento legislativo è semplificare gli obblighi IVA nell’e-commerce transfrontaliero, “mettendo le imprese UE in condizioni di parità con le imprese non-UE”. La nuova disciplina avrebbe dovuto essere applicata a decorrere dall’1.1.2021, tuttavia a seguito dell’emergenza COVID-19, il Consiglio UE ha rinviato al 30.6.2021 il recepimento delle disposizioni.

Le nuove regole interessano le seguenti operazioni effettuate dall’1.7.2021:

  • vendite a distanza intraUE di beni;
  • vendite a distanza di beni importati da Stati extraUE;
  • vendite “domestiche” di beni da parte di soggetti non stabiliti nell’UE a non soggetti passivi (consumatori privati), facilitate tramite l’uso di interfacce elettroniche (c.d. piattaforme web);
  • prestazioni di servizi rese da soggetti non stabiliti nell’UE / stabiliti nell’UE ma non nello Stato UE di consumo a non soggetti passivi (consumatori finali).

Come noto,  il “Decreto Sostegni-bis” (DL n. 73/2021) pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 123 del 25 maggio 2021, recante “Misure urgenti connesse all’emergenza da COVID-19, per le imprese, il lavoro, i giovani, la salute e i servizi territoriali”, ha fissato al 30 giugno 2021 il termine “finale” di sospensione dell’attività di riscossione.
Di seguito si analizzeranno le misure già introdotte dai precedenti provvedimenti normativi, aggiornate con le novità del “Decreto Sostegni-bis”.



Come noto, i soggetti che presentano determinati requisiti possono chiede- re il rimborso e/o di effettuare la compensazione nel mod. F24 del credito IVA maturato nel primo, secondo e terzo trimestre, indipendentemente dalla periodi- cità di liquidazione dell’imposta (mensile o trimestrale).

Si rammenta che dal 2017 sono operative le seguenti novità:

  • aumento a € 30.000 del limite al cui mancato superamento non è richiesta la garanzia per il rimborso del credito IVA;
  • estensione dell’obbligo di apposizione del visto di conformità anche alle richieste di compensazione del credito IVA trimestrale, per importi superiori a € 5.000;
  •  utilizzo in compensazione del credito IVA per importi superiori a € 5.000 annui a partire dal decimo giorno successivo a quello di presentazione dell’istanza.

Come noto il trasferimento di denaro contante / titoli al portatore in euro o in valuta estera è soggetto al limite, attualmente fissato a € 3.000 dall’art. 49, comma 1 D.lgs. n. 231/2007, con la conseguenza che non è consentito il pagamento in contanti tra soggetti diversi (persone fisiche / giuridiche), in un’unica soluzione, di importo pari o superiore a tale ammontare;

– l’art. 3, commi 1 e 2, DL n. 16/2012, da ultimo modificato ad opera dell’art. 1, comma 245, Finanziaria 2019, prevede una deroga a tale limitazione all’uso del contante per gli acquisti:

– effettuati presso commercianti al minuto e soggetti assimilati nonché presso agenzie di viaggio e turismo di cui agli artt. 22 e 74-ter, DPR n. 633/72;

Il “Decreto Sostegni” (DL n. 41/2021 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 22 marzo 2021 e in vigore da ieri), recante “Misure urgenti in materia di sostegno alle imprese e agli operatori economici, di lavoro, salute e servizi territoriali, connesse all’emergenza da COVID-19”, ha disposto ulteriori interventi in materia di riscossione.
Vediamo nel dettaglio le misure già introdotte dai precedenti provvedimenti normativi, aggiornate con le novità del “Decreto Sostegni”.

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