Credito d’imposta per spese pubblicitarie 2017/2018 – cenni principali.

Come noto si ricorda che, l’art. 57-bis del D.L. 50/2017 riconosce, a decorrere dal 1° gennaio 2018, alle imprese e ai lavoratori autonomi, indipendentemente dalla natura giuridica assunta, dalle dimensioni aziendali e dal regime contabile adottato, un credito d’imposta pari al 75% del valore incrementale degli investimenti pubblicitari effettuati rispetto all’esercizio precedente, elevato al 90% per le micro imprese, PMI e startup innovative per “le spese effettuate in campagne pubblicitarie sulla stampa quotidiana e/o periodica e sulle emittenti televisive e/o radiofoniche locali, analogiche o digitali”, a condizione che tali spese risultino superiori almeno dell’1% di quelle effettuate negli analoghi investimenti effettuati sugli stessi mezzi di informazione nell’anno precedente..  Tale incremento percentuale deve riferirsi al complesso degli investimenti effettuati, rispetto all’anno precedente, sui mezzi di informazione ammissibili (Informativa Studio N. 325/2018 del 30/07/2018). Questo significa che, in presenza di investimenti su entrambi i media, il soggetto richiedente può vedersi riconosciuti due diversi crediti d’imposta, in percentuali differenziate a seconda delle condizioni della ripartizione su ognuna delle due platee di beneficiari, ma sempre a condizione che l’investimento complessivo superi almeno dell’1 per cento quello effettuato nell’anno precedente

L’ambito di applicazione è stato esteso, per effetto delle modifiche apportate dall’art. 4 del D.L. n. 148/2017, agli investimenti pubblicitari incrementali sulla stampa quotidiana e periodica, anche online, effettuati dal 24 giugno 2017 al 31 dicembre 2017 (e con esclusione degli investimenti su emittenti televisive e radiofoniche), a condizione, anche in tal caso, che venga superato il limite incrementale dell’1%.

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