Come noto, l’art. 1, commi da 184 a 197, Legge n. 160/2019 (Finanziaria 2020) ha previsto – rivedendo la disciplina delle agevolazioni per gli investimenti in beni strumentali nuovi – in luogo del c.d. maxi / iper ammortamento, il riconoscimento:

  • a favore delle imprese / lavoratori autonomi di un credito d’imposta, pari al 6% del costo, per gli investimenti in beni strumentali nuovi[1] “generici”, ex maxi ammortamento;
  • a favore esclusivamente delle imprese:
  • di un credito d’imposta, differenziato in base al costo sostenuto (40% fino a € 2,5 milioni, 20% da € 2,5 a € 10 milioni), per gli investimenti in beni strumentali nuovi “Impresa 4.0” di cui alla Tabella A, Legge n. 232/2016 (Finanziaria 2017), ex iper ammortamento;
  • di un credito d’imposta, pari al 15% del costo, per gli investimenti in beni immateriali di cui alla Tabella B, della citata Legge n. 232/2016, ex maxi ammortamento dei beni immateriali.

[1] Sono agevolabili gli investimenti in beni materiali nuovi strumentali all’esercizio d’impresa, esclusi:

  • i veicoli e gli altri mezzi di trasporto a motore indicati all’articolo 164 – pdf, comma 1, Tuir
  • i beni per i quali il decreto ministeriale del 31 dicembre 1988 – pdf stabilisce coefficienti di ammortamento ai fini fiscali inferiori al 6,5%
  • i fabbricati e le costruzioni
  • i beni elencati nell’allegato 3 della legge 208/2015 – pdf (condutture utilizzate dalle industrie di imbottigliamento di acque minerali naturali o dagli stabilimenti balneari e termali; condotte utilizzate dalle industrie di produzione e distribuzione di gas naturale; aerei completi di equipaggiamento; materiale rotabile, ferroviario e tramviario)
  • i beni gratuitamente devolvibili delle imprese operanti, in concessione e a tariffa, nei settori dell’energia, dell’acqua, dei trasporti, delle infrastrutture, delle poste, delle telecomunicazioni, della raccolta e depurazione delle acque di scarico e della raccolta e smaltimento dei rifiuti.

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