Come noto è in scadenza lunedì 20 aprile il pagamento dell’imposta di bollo dovuta sulle fatture elettroniche emesse nel primo trimestre dell’anno solare, a meno che l’importo dovuto non sia inferiore ai 250 Euro. In questo caso possono trovare applicazione le regole dettate dall’articolo 26 del Dl 23 del 2020, come chiarite dalla circolare 9/E/2020, che riconoscono la possibilità di uno slittamento alla scadenza del secondo trimestre cioè al 20 luglio. Il pagamento dell’imposta di bollo dovuta sulle fatture elettroniche non rientra, infatti, tra i versamenti sospesi per far fronte all’emergenza epidemiologica: sia il DL 18/2020 così come il più recente “Decreto Liquidità” non contengono alcuna sospensione al riguardo, né risulta sospeso l’adempimento tributario da cui deriva l’imposta dovuta, e cioè l’emissione di fatture elettroniche assoggettate a bollo, secondo anche quanto chiarito dalle Entrate con la circolare 8/E pubblicata il 3 aprile 2020.

Come noto, i soggetti che presentano determinati requisiti possono chiede- re il rimborso e/o di effettuare la compensazione nel mod. F24 del credito IVA maturato nel primo, secondo e terzo trimestre, indipendentemente dalla periodi- cità di liquidazione dell’imposta (mensile o trimestrale).

Si rammenta che dal 2017 sono operative le seguenti novità:

  • aumento a € 30.000 del limite al cui mancato superamento non è richiesta la garanzia per il rimborso del credito IVA;
  • estensione dell’obbligo di apposizione del visto di conformità anche alle richieste di compensazione del credito IVA trimestrale, per importi superiori a € 5.000;
  •  utilizzo in compensazione del credito IVA per importi superiori a € 5.000 annui a partire dal decimo giorno successivo a quello di presentazione dell’istanza.

Entro il 30.4.2020 va inviato il mod. IVATR relativo al credito del primo     trimestre 2020 utilizzando il nuovo modello aggiornato dall’Agenzia delle Entrate con Provvedimento del 26 marzo 2020.

In particolare, come disposto dall’art. 38-bis, comma 2, DPR n. 633/72 tale possi- bilità è riconosciuta a condizione che:

     il credito IVA maturato sia di importo superiore a € 2.582,28;

   sia soddisfatto, nel singolo trimestre, uno dei requisiti di cui all’art. 30, comma 3, DPR n. 633/72, ossia:

Come noto è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 94 dell’08/04/2020 il D.L. n. 23 dell’08/04/2020 denominato “Decreto Liquidità”. Di seguito si sintetizzano alcune delle misure in esso contenute, ad esclusione di quelle già trattate con precedente informativa Studio.

MISURE PER GARANTIRE LA CONTINUATA’ DELLE IMPRESE.

E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di mercoledì 8 aprile 2020, il DL n. 23/2020 (c.d. “decreto liquidità”) recante “misure urgenti in materia di accesso al credito e di adempimenti fiscali per le imprese, di poteri speciali nei settori strategici, nonché interventi in materia di salute e lavoro e di proroga di termini amministrativi e processuali” in vigore a partire dal 9 aprile 2020. Tra le varie disposizioni assumono particolare rilevanza le nuove sospensioni dei versamenti tributari / contributivi, previste dagli artt. 18 e 21 del citato Decreto, che vanno ad aggiungersi alle sospensioni già stabilite dal DL n. 18/2020, c.d. “Decreto Cura Italia”.

L’Agenzia delle Entrate con la Circolare n. 8/E del 3 aprile 2020 ha fornito ulteriori precisazioni sull’applicazione delle misure tributarie previste da DL 18/2020 “Cura Italia” si fa presente  che con l’annunciato “Decreto Liquidità” sono previste ulteriori sospensioni che saranno esaminate non appena sarà disponibile il testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

normativi da parte del Governo che ha dovuto rispondere in tempi record a tutta una serie di necessità scaturenti dal blocco delle attività necessario al contenimento dei contagi e che poi hanno determinato l’intervento da parte dell’Agenzia delle Entrate   con delle circolari esplicative. L’ultima in ordine di tempo è stata la Circolare n. 8/E del 3 aprile con la quale l’Agenzia Entrate ha ribadito che non rientra tra le sospensioni – previste dal D.L. n. 18 del 17 marzo 2020 – al 30 giugno, l’obbligo di emissione delle fatture in quanto funzionale all’esercizio di alcuni diritti fiscalmente riconosciuti come la detrazione IVA o la deducibilità del costo da parte del cessionario/committente. Lo stesso vale per la memorizzazione e la trasmissione telematica dei corrispettivi, con la conseguente emissione del documento commerciale.

Con la presente si fa seguito a precedente informativa Studio prot. NA/0024/2020 del 23 marzo 2020 – Le principali novità del “Decreto Cura Italia” – al fine di analizzare in dettaglio quanto previsto in riferimento al credito di imposta per “negozi e botteghe”. In particolare, in relazione al credito d’imposta per botteghe e negozi introdotto dall’articolo 65 D.L. 18/2020 (c.d. “Decreto Cura Italia”), la Circolare dell’Agenzia delle Entrate  8/E/2020 – che fornisce risposte sul Decreto Legge ai quesiti posti da associazioni, professionisti e contribuenti – offre chiarimenti sui seguenti due aspetti:

  • l’ammontare del canone di locazione del mese di marzo 2020 su cui calcolare il credito d’imposta, di intensità pari al 60%;
  • le tipologie di immobili escluse dall’agevolazione.

L’articolo 65 del Decreto “Cura Italia” ha infatti istituito un credito d’imposta a favore degli esercenti attività d’impresa in misura pari al 60% dell’ammontare del canone di locazione relativo al mese di marzo 2020, limitatamente agli immobili rientranti nella categoria catastale C/1, ovvero negozi e botteghe.

Invero, la norma testualmente prevede che il credito d’imposta sia riconosciuto “nella misura del 60 per cento dell’ammontare del canone di locazione, relativo al mese di marzo 2020”, ma senza nulla dire in ordine al fatto che quel canone debba essere comunque effettivamente corrisposto per fruire del bonus fiscale.

Come noto, sulla G.U 17.3.2020, n. 70 (edizione straordinaria) è stato pubblicato il DL n. 18/2020 contenente “Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19”, c.d. “Decreto Cura Italia”, in vigore dal 17.3.2020.

Con la Circolare Studio, prot. NA 0022/2020 – Varato il Decreto “Cura Italia” a fronte dell’emergenza Covid-19: stop ai versamenti fiscali e contributivi – cenni principalisono state esaminate le disposizioni relative alla sospensione dei versamenti tributari / contributivi e degli adempimenti, previste dagli artt. da 60 a 62 del citato Decreto, e che pertanto non rientrano nella presente informativa.

Di seguito, si propone una sintesi delle “altre” novità contenute nel Decreto in esame, evidenziando che per molte disposizioni è necessario attendere l’emanazione degli appositi Decreti / Provvedimenti attuativi. Non si escludono modifiche / integrazioni durante l’iter parlamentare di conversione in legge, nonchè l’emanazione di ulteriori disposizioni per fronteggiare l’emergenza “coronavirus”.

Come noto, è stato approvato dal Consiglio dei Ministri l’atteso Decreto Legge, battezzato “Cura Italia”, contenente misure di sostegno economico per imprese, lavoratori autonomi e famiglie, in conseguenza all’emergenza sanitaria causata dalla diffusione del Covid-19. Di particolare rilievo le proroghe delle scadenze relative ai versamenti e agli adempimenti tributari, oltre alla sospensione dei termini relativi alle attività di liquidazione, accertamento e riscossione, nonché il differimento dei termini disposti per Legge per l’approvazione del bilancio 2019 da parte delle società. Diverse le misure di sostegno economico per professionisti e imprese, di seguito si farà cenno a ciò che ha interessato la proroga dei versamenti fiscali.

Con il Provvedimento del 27 febbraio 2020, del direttore dell’Agenzia delle Entrate,  sono state definite le modalità con cui ciascun fornitore potrà consultare, dal prossimo 2 marzo, nel proprio “cassetto fiscale”, le informazioni delle dichiarazioni d’intento trasmesse dagli esportatori abituali all’Agenzia delle Entrate per usufruire del regime che consente loro di effettuare acquisti o importare beni e servizi senza applicazione dell’IVA (articolo 8, Dpr n. 633/1972).
Sono stati aggiornati, inoltre, il modello di dichiarazione, le relative istruzioni di compilazione e le specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati.
Il Provvedimento recepisce le modifiche alla disciplina previste dall’articolo 12-septies del Dl n. 34/2019 e in vigore dal periodo d’imposta 2020, con lo scopo di semplificare il meccanismo attraverso cui gli operatori comunicano all’Agenzia di avere intenzione di avvalersi del regime di non imponibilità delle cessioni all’esportazione ai fini dell’imposta sul valore aggiunto

Con tale Provvedimento del 27 febbraio 2020:

  • ha approvato il nuovo Mod. DI e le relative istruzioni (in particolare è stato eliminato nel Frontespizio il riquadro riservato all’indicazione del numero progressivo assegnato alla dichiarazione d’intento);
  • ha disposto che il nuovo modello va utilizzato a partire dal 2.3.2020. Resta fermo che il precedente modello può essere utilizzato fino al 27.4.2020 (60° giorno successivo alla pubblicazione del citato Provvedimento).

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