Allo scopo di incentivare l’impiego di mezzi di pagamento diversi dal contante, il Dl n. 124/2019 (“decreto fiscale” collegato alla legge di bilancio 2020), da un lato, ha istituito a favore degli esercenti attività d’impresa, arte e professioni con ricavi/compensi non superiori a 400mila Euro un credito d’imposta sulle commissioni addebitate dagli intermediari per le transazioni elettroniche effettuate dai consumatori dal 1° luglio 2020 e, dall’altro, ha stabilito che il valore soglia oltre il quale si applica il divieto al trasferimento di denaro liquido fra soggetti diversi venga ridotto, dagli attuali 3mila Euro, prima a 2mila Euro, con decorrenza dallo stesso 1° luglio, e poi a mille Euro, a partire dal 1° gennaio 2022.



La Circolare n. 14/E del 6 giugno 2020, fornisce i primi chiarimenti sull’utilizzo della misura agevolativa introdotta dall’articolo 28 del Decreto “Rilancio”, che per contenere gli effetti economici negativi derivanti dalle misure di prevenzione e contenimento connesse all’emergenza epidemiologica, riconosce un credito d’imposta commisurato all’ammontare dei canoni di locazione, leasing o concessione di immobili ad uso non abitativo, o dei canoni dovuti in relazione a contratti di servizi a prestazioni complesse o di affitto d’azienda che comprendono almeno un immobile a uso non abitativo. Numerose sono le precisazioni contenute nel documento di prassi, dai requisiti per accedere alla misura e alle modalità di fruizione del credito, con particolare attenzione dedicata alla platea dei beneficiari, che comprendono, tra gli altri, anche i forfetari e le imprese agricole, coloro che svolgono un’attività alberghiera o agrituristica anche stagionale e gli enti non commerciali, inclusi gli enti del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti, che svolgono attività istituzionale di interesse generale. La Circolare, inoltre, chiarisce che il credito spetta a prescindere dalla categoria catastale dell’immobile, rilevando l’effettivo utilizzo dello stesso nelle attività.
E’ possibile utilizzare il credito d’imposta in compensazione, con modello F24 utilizzando il codice tributo “6920”, istituito con la risoluzione n. 32/E.

Con riferimento alle disposizioni riguardanti i versamenti / adempimenti, verranno di seguito analizzate le seguenti novità:

RIPRESA VERSAMENTI SOSPESI DAL “DECRETO CURA ITALIA” – IN SCADENZA ENTRO IL MESE DI MARZO 2020.

Il DL n. 18/2020 ha previsto la sospensione di alcuni termini dei versamenti tributari e contributivi, scadenti, in linea generale, entro il mese di marzo e dei relativi adempimenti in scadenza fino al 31.5.2020. Relativamente ai versamenti, la ripresa è stata fissata, in generale, al 31.5.2020 (differito all’1.6 essendo il 31.5 domenica). In particolare l’effettuazione dei versamenti sospesi è stata prevista, senza sanzioni ed interessi:

  • in unica soluzione entro l’1.6.2020;

ovvero

  • in forma rateizzata, fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dall’1.6.2020.

Ora, l’art. 127, DL n. 34/2020 “DL Rilancio” dispone:

  • la proroga dall’1.6 al 16.9.2020 della ripresa dei versamenti. Entro tale data va versato quanto dovuto:
  • in unica soluzione;
  • a titolo di prima rata qualora il contribuente scelga la rateizzazione, consentita fino ad un massimo di 4 rate mensili.

Con la presente si fa seguito a precedente Informativa studio Prot. NA/0034/2020 del 30 aprile 2020 “Le novità previste in riferimento al “bonus pubblicità” dopo il Decreto “Cura Italia”- cenni principali” alla luce della recente pubblicazione in Gazzetta del c.d. “Decreto Rilancio” il quale ha innalzato  – rispetto al precedente Decreto Cura Italia – ulteriormente per il 2020 la misura del “Bonus Pubblicità” dal 30% al 50%, calcolato sull’imponibile dell’intero investimento 2020 e non più entro il 75% dei soli investimenti incrementali, come era fino allo scorso anno (2019).

Nell’ambito del DL n. 18/2020, c.d. “Decreto Cura Italia” e del DL n. 23/2020, c.d. “Decreto Liquidità”, a seguito dell’emergenza epidemiologica COVID-19, il Legislatore ha introdotto specifiche agevolazioni per imprese / lavoratori autonomi / fondazioni ed enti privati, finalizzate:

  • alla sanificazione di ambienti / strumenti di lavoro;
  • all’acquisto di dispositivi di protezione (DPI).

Come noto il trasferimento di denaro contante / titoli al portatore in euro o in valuta estera è soggetto al limite, attualmente fissato a € 3.000 dall’art. 49, comma 1, D.Lgs. n. 231/2007, con la conseguenza che non è consentito il pagamento in contanti tra soggetti diversi (persone fisiche / giuridiche), in un’unica soluzione, di importo pari o superiore a tale ammontare;

– l’art. 3, commi 1 e 2, DL n. 16/2012, da ultimo modificato ad opera dell’art. 1, comma 245, Finanziaria 2019, prevede una deroga a tale limitazione all’uso del contante per gli acquisti:

– effettuati presso commercianti al minuto e soggetti assimilati nonché presso agenzie di viaggio e turismo di cui agli artt. 22 e 74-ter, DPR n. 633/72;

da parte di turisti con cittadinanza extraUE/UE/SEE non residenti in Italia[1]. 

In particolare il citato art. 3 individua una soglia più elevata entro la quale è ammesso l’uso del contante, che nel corso degli anni ha subito molteplici modifiche come di seguito riepilogato.



Come noto l’art. 98 del DL18/2020 ha introdotto importanti modifiche al c.d. “bonus pubblicità” (art. 57-bis del Dl 50/2017), giustificate dall’esigenza di contrastare il drastico calo degli investimenti pubblicitari che sta penalizzando le numerose realtà editoriali. La modifica, limitatamente al solo anno d’imposta 2020, ha introdotto un regime straordinario di accesso al credito di imposta, prevedendo la determinazione dello stesso nella misura unica del 30% degli investimenti pubblicitari effettuati nel corso dell’esercizio 2020, anziché nel limite del 75% dei soli investimenti incrementali rispetto all’esercizio precedente. Pertanto con la presente si analizzeranno nel dettaglio le novità previste per il “bonus pubblicità”, già oggetto di precedente trattazione con Informativa studio Prot. NA/0024/2020 del 23/03/2020 – Le principali novità del Decreto “Cura Italia”.

Come noto è in scadenza lunedì 20 aprile il pagamento dell’imposta di bollo dovuta sulle fatture elettroniche emesse nel primo trimestre dell’anno solare, a meno che l’importo dovuto non sia inferiore ai 250 Euro. In questo caso possono trovare applicazione le regole dettate dall’articolo 26 del Dl 23 del 2020, come chiarite dalla circolare 9/E/2020, che riconoscono la possibilità di uno slittamento alla scadenza del secondo trimestre cioè al 20 luglio. Il pagamento dell’imposta di bollo dovuta sulle fatture elettroniche non rientra, infatti, tra i versamenti sospesi per far fronte all’emergenza epidemiologica: sia il DL 18/2020 così come il più recente “Decreto Liquidità” non contengono alcuna sospensione al riguardo, né risulta sospeso l’adempimento tributario da cui deriva l’imposta dovuta, e cioè l’emissione di fatture elettroniche assoggettate a bollo, secondo anche quanto chiarito dalle Entrate con la circolare 8/E pubblicata il 3 aprile 2020.

Come noto, i soggetti che presentano determinati requisiti possono chiede- re il rimborso e/o di effettuare la compensazione nel mod. F24 del credito IVA maturato nel primo, secondo e terzo trimestre, indipendentemente dalla periodi- cità di liquidazione dell’imposta (mensile o trimestrale).

Si rammenta che dal 2017 sono operative le seguenti novità:

  • aumento a € 30.000 del limite al cui mancato superamento non è richiesta la garanzia per il rimborso del credito IVA;
  • estensione dell’obbligo di apposizione del visto di conformità anche alle richieste di compensazione del credito IVA trimestrale, per importi superiori a € 5.000;
  •  utilizzo in compensazione del credito IVA per importi superiori a € 5.000 annui a partire dal decimo giorno successivo a quello di presentazione dell’istanza.

Entro il 30.4.2020 va inviato il mod. IVATR relativo al credito del primo     trimestre 2020 utilizzando il nuovo modello aggiornato dall’Agenzia delle Entrate con Provvedimento del 26 marzo 2020.

In particolare, come disposto dall’art. 38-bis, comma 2, DPR n. 633/72 tale possi- bilità è riconosciuta a condizione che:

     il credito IVA maturato sia di importo superiore a € 2.582,28;

   sia soddisfatto, nel singolo trimestre, uno dei requisiti di cui all’art. 30, comma 3, DPR n. 633/72, ossia:

Come noto è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 94 dell’08/04/2020 il D.L. n. 23 dell’08/04/2020 denominato “Decreto Liquidità”. Di seguito si sintetizzano alcune delle misure in esso contenute, ad esclusione di quelle già trattate con precedente informativa Studio.

MISURE PER GARANTIRE LA CONTINUATA’ DELLE IMPRESE.

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