Con Provvedimento del 15 gennaio 2020 il Direttore dell’Agenzia delle Entrate ha approvato definitivamente la Certificazione Unica Ordinaria (CU) 2020 relativa all’anno 2019 da trasmettere all’Agenzia delle Entrate entro il 9 marzo 2020 (il termine ordinario è previsto per il 7 marzo ma quest’anno cade di sabato)

Con la presente, a seguito della pubblicazione sul S.O. n. 45/L alla G.U. 30.12.2019, n. 304 la c.d. “Legge di Bilancio 2020” (Legge 27.12.2019, n. 160), contenente una serie di interessanti novità di natura fiscale, in vigore dall’1.1.2020, si riportano le ulteriori principali novità, parte delle quali già anticipate ed analizzate con circolare Studio Prot. n. NA/0009/2020 dell’21 gennaio 2020 (Le principali novità del Decreto “Collegato alla Finanziaria” 2020 – I Parte).

Come noto è stata pubblicata sul S.O. n. 45/L alla G.U. 30.12.2019, n. 304 la c.d. “Legge di Bilancio 2020” (Legge 27.12.2019, n. 160), contenente una serie di interessanti novità di natura fiscale, in vigore dall’1.1.2020.

Rispetto al testo originario del Ddl, nella versione definitiva della citata Legge le novità fiscali, parte delle quali di seguito esaminate (alla presente, farà seguito la Parte II), sono contenute nell’art. 1, che si compone di 884 commi.

Come noto si ricorda che per le autovetture di grossa cilindrata, aventi cioè potenza superiore a 185 KW, è ancora attualmente previsto dal Legislatore  il pagamento del superbollo, ossia di un’addizionale erariale relativa alla tassa automobilistica (nota come bollo auto) introdotto dal Governo Monti con l’articolo 6 della Legge n. 214 del 23/12/2011, che ha disposto un aumento del bollo auto per le autovetture definite di lusso e per gli autoveicoli per il trasporto promiscuo di persone e cose. A decorrere dall’anno 2012 l’addizionale erariale della tassa automobilistica è fissata in € 20,00 per ogni KW di potenza del veicolo superiore a 185 KW.

Tale importo, però, diminuisce all’aumentare dell’anzianità dell’auto. Trattandosi di una addizionale, vuol dire che il suo pagamento è dovuto in aggiunta al pagamento del bollo auto ogni qual volta il veicolo superi i 185 KW di potenza. Tuttavia, mentre il bollo auto è un’imposta che confluisce nelle casse delle Regioni, il superbollo è un’imposta erariale, che finisce nelle casse dello Stato.

Come noto dal primo gennaio 2020 le spese sanitarie e gli oneri previsti dall’art. 15 del DPR 917/1986 (TUIR), da portare in detrazione IRPEF al 19% nella dichiarazione dei redditi (730 e Unico), dovranno essere pagate – pena la perdita del beneficio – con carte, bonifici, assegni, sistemi digitali o comunque tracciabili. A prevederlo è stata la Legge di Bilancio, all’articolo 1 commi 679-680 della Legge 160/2019.Le uniche eccezioni riguardano le spese mediche effettuate per l’acquisto di medicinali/dispositivi medici che potranno continuare ad essere detratte anche se pagate in contanti (al Fisco i dati tracciati arriveranno comunque, per la predisposizione della dichiarazione precompilata, tramite scontrino parlante), così come le prestazioni sanitarie rese da strutture pubbliche o private convenzionate con il SSN.[1] Per le prestazioni effettuate intramoenia presso ospedali e strutture pubbliche bisognerà pagare con metodo tracciabile


[1] Si ritiene, in attesa di chiarimenti da parte dell’Agenzia delle Entrate, che le prestazioni in menzione, siano esclusivamente quelle rese nel regime di convenzione (ossia rese nell’ambito e per conto del SSN).

Come noto il  comma 691 della Legge di bilancio 2020 ha abolito la disposizione dettata dalla quella 2019 (articolo 1, commi da 17 a 22, Legge 145/2018), che aveva istituito, a decorrere da quest’anno, un regime di favore per le persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti o professioni: se nel periodo d’imposta precedente avessero conseguito ricavi o percepito compensi compresi tra 65.001 Euro e 100mila Euro, ragguagliati ad anno, avrebbero potuto applicare al reddito d’impresa o di lavoro autonomo, determinato ordinariamente, un’imposta sostitutiva di IRPEF, addizionali regionale e comunale e IRAP, con l’aliquota del 20%.

Con  la presente si informa che dal 1° gennaio 2020 l’esportatore abituale non avrà più l’obbligo di consegnare la dichiarazione d’intento al fornitore, unitamente alla copia della ricevuta di trasmissione telematica, al fine di acquistare beni e servizi senza applicazione dell’IVA ai sensi dell’articolo 8, lett. c), D.P.R. 633/1972.È quanto emerge dall’articolo 12-septies D.L. 34/2019 (c.d. “Decreto crescita”) che ha introdotto importanti novità in merito agli adempimenti che devono essere rispettati dagli esportatori abituali[1] in relazione alla possibilità di utilizzo del plafond di esportatore abituale.



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Con la presente, a seguito della pubblicazione sulla G.U. 24.12.2019, n. 301 la Legge n. 157/2019, di conversione del DL n. 124/2019, contenente “Disposizioni urgenti in materia fiscale e per esigenze indifferibili”, c.d. “Collegato alla Finanziaria 2020”, in vigore dal 25.12.2019, si riportano le ulteriori principali novità, parte delle quali già anticipate ed analizzate con circolare Studio Prot. n. NA/0002/2020 dell’09 gennaio 2020 (Le principali novità del Decreto “Collegato alla Finanziaria” 2020 – Parte I – cenni principali).

Come noto, recentemente è stata pubblicata sulla G.U. 24.12.2019, n. 301 la Legge n. 157/2019, di conversione del DL n. 124/2019, contenente “Disposizioni urgenti in materia fiscale e per esigenze indifferibili”, c.d. “Collegato alla Finanziaria 2020”, in vigore dal 25.12.2019.

In sede di conversione sono state apportate una serie di modifiche al testo originario del Decreto, parte delle quali verranno di seguito esaminate (alla presente, farà seguito la Parte II).

Con Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 12 dicembre 2019, pubblicato in Gazzetta Ufficiale 14 dicembre 2019, n. 293, il saggio degli interessi legali è stato modificato e determinato nella misura dello 0,05% per cento annuo, con decorrenza dal 1° gennaio 2020.

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